Le parole di Enzo Tosti sui territori e la resistenza delle comunità

per lo spazio dell’editoriale del 23.3.21, pubblichiamo
un’intervista di Fabio Sebastiani a Enzo Tosti*

Fabio Sebastiani. Siamo al telefono con Vincenzo Tosti, portavoce dell’Alleanza sociale per la Sovranità Alimentare, per raccogliere a caldo le sue valutazioni di questa bella discussione ospitata ai microfoni di Radio Jafue (il Forum dal titolo : “Basilicata e Dobrugia, due popoli del Mediterraneo che resistono all’aggressione delle multinazionali estrattrive” – ndr), che egli stesso ha concluso e che ha visto fra i protagonisti gli attivisti della lotta in Dobrugia contro il fracking e contro l’estrazione dal gas di scisto del petrolio. Una lotta di popolo Vincenzo mi è sembrato di capire.

Vincenzo Tosti. Sì, il Forum ha ospitato una discussione bellissima. C’è stato un confronto straordinario, reso possibile da un racconto molto bello. Abbiamo ascoltato le parole e abbiamo soprattutto toccato il cuore degli attivisti bulgari che ci hanno raccontato la bellezza della loro terra ma hanno raccontato anche la bellezza di come ci si organizza. Voglio dire che da questo punto di vista probabilmente forse, come Italiani, c’è qualcosa che dovremmo prendere ad esempio o magari trarre qualche insegnamento. Pensate che un’intera regione, un’intera area si è ribellata alle grandi lobby liberiste che vogliono impadronisti del territorio nonostante ci sia stato un referendum che ha espresso addirittura il 97 per cento di “no” alle estrazioni di gas in quell’area bellissima e ancora molto ben conservata dal punto di vista ambientale sia nella sua dimensione rurale che urbana

Fabio Sebastiani. Si, il granaio bulgaro ne cuore dell’Europa ma c’è anche tantissima acqua, una grande risorsa.

Vincenzo Tosti. Voglio ricordare che oggi è la Giornata dell’acqua e che oggi abbiamo documentato un luogo dove i cittadini sono mobilitati proprio per difendere il grande patrimonio pubblico dell’acqua; anzi è proprio in questa difesa che probabilmente questi cittadini hanno trovato il modo per stare insieme e diventare comunità. Qui in Italia ci sono tantissime vertenze sul territorio, a partire dal nord dal Piemonte e dal Trentino fino giù alla Sicilia o alla Sardegna; vertenze con una buona capacità organizzativa con sacche di resistenza anche in luoghi e posti impensabili. Però quello che manca è lo stare insieme. Qui non si riesce a creare comunità. Qui ci sono tante reti e collegamenti nazionali ma non si riesce a dare vita ad un coordinamento nazionale che tenga insieme tutte le vertenze ambientali sul territorio per trovare una via comune contro l’attacco ai territori e alle comunità.

Attacco portato dalle stesse lobbies liberiste e dalle stesse grandi multinazionali che poi trovano nei soggetti locali il braccio armato. Questo è sicuramente un problema per noi e dalla Bulgaria ci arriva una importante lezione.

Dalle loro parole questa sera abbiamo ascoltato un’esperienza straordinaria fondata su un modo di stare insieme partecipato, orizzontale e democratico.

Fabio Sebastiani. In Bulgaria, abbiamo capito dalle loro testimonianze, c’è innanzitutto una memoria e un senso di appartenenza al territorio. Certo è un territorio molto particolare che ha segnato la storia millenaria di quelle zone di quella cultura. Vorrei, però, trascinarti in un’altra riflessione. E’ chiaro che di fronte al Climat Change (così viene chiamato ma in fondo è solo la morte dell’equilibrio naturale) la gente non potrà più girare la testa dall’altra parte; questo è un percorso difficile lo sappiamo benissimo ma necessario che costringerà il potere a trovare delle mediazioni ma la natura non concede mediazioni. Pensi che questa sia una possibilità per uscire dalla logica dei territori cioè per conoscere e per riconoscere anzi quei valori generali della lotta ambientalista che ormai non possono essere più serrati?

Vincenzo Tosti. Io credo che il potere non trovi mai mediazioni anzi il potere è molto subdolo: cerca solo di sottomettere. Ieri sera c’era stato un attivista dalla Basilicata, Giuseppe Lo Bello, che diceva che bisognava ovviamente trovare il modo per studiare e approfondire in trasparenza gli atti e questo è questo giusto e importante per scoprire e capire i mille sotterfugi con cui il potere produce le sue decisioni. Veramente bisogna studiare. Io credo che in effetti la gente è sempre meno indifferente e sempre più attenta e questo bisogna riconoscerlo perché gli effetti dei cambiamenti climatici si sentono sulla propria pelle. Quello che avviene nei territori ormai è tangibile perché ci sono ovviamente delle ripercussioni sulla vita e quindi sulla salute delle persone. Ormai questa consapevolezza sta facendo la sua strada; il punto è che bisogna organizzare la risposta ed il tempo è oggi.

Fabio Sebastiani. Il tempo è ora perché la situazione è precipitata abbastanza velocemente negli ultimi anni ed è in che modo tanto visibile che anche chi mai se ne è accorto non può più girarsi dall’altra. Quindi credo che questa condizione sicuramente è favorevole.

Vincenzo Tosti. Però bisogna in qualche modo organizzarsi, dalla Bulgaria viene questa lezione. Sì dobbiamo risolvere i problemi di organizzazione ma dobbiamo anche trovare un momento di congiunzione che realizzi forme di collegamento tra le varie realtà. Accennavo prima a quello che sta succedendo per esempio in Sardegna dove le persone vengono accusate di cose assurde semplicemente perché hanno detto “no” alla Nato e hanno detto “no” ai presidi militari. Queste posizioni non appartengono più solo ai gruppetti organizzati o a chi si è sempre impegnato socialmente e politicamente; nodiciamo, c’è ormai un processo che parte anche molto dal basso. Io voglio ricordare che vivo in Terra dei Fuochi; qui la resistenza è diventata che si lega molto molto alla comunità nel senso che è la gente che si sta ribellando ad una situazione che non va bene perché sente il peso di tutto questo sulla propria salute e sulla propria vita. Ma questo succede un po dovunque. Il cambiamento si percepisce e il tempo è ora Fabio: è una condizione sicuramente favorevole a noi se sapremo approfittarne e darci una struttura in qualche modo che sia all’altezza della situazione, perché i problemi sono tanti e richiedono una risposta all’altezza della sfida che ci porta il potere.

Fabio Sebastiani. Certo allora grazie a Vincenzo Tosti portavoce dell’Alleanza sociale per la sovranità alimentare.

Vincenzo Tosti. Vorrei solo aggiungere una piccola cosa che può tenerci tutti insieme; facciamo attenzione a quello che mangiamo perché ci riguarda tutti e in maniera concreta. Ecco perché è importante l’alleanza sociale per la sovranità alimentare perché “tiene dentro” tutte le vertenze ambientali presenti dal nord fino al sud. Voglio dire quindi questa grazie grazie.


*Vincenzo Tosti è attivista nella Terra dei Fuochi ed uno dei portavoce dell’Alleanza Sociale Per la Sovranità Alimentare.
L’intervista è stata raccolta da Fabio Sebastiani (giornalista e direttore di Iafue PerlaTerra) dopo la trasmissione del Forum andato in onda il 22 marzo 2021 dal titolo “Basilicata e Dobrucia, la resistenza di due popoli di fronte all’aggressione delle multinazionali”.