Braccia sottratte all’agricoltura

 

E’ stato un incontro casuale in un pomeriggio di molti anni fa che ha cambiato (per la terza volta) la mia vita. Arrivai a quest’incontro pieno di pregiudizi, convinto che la Rivoluzione fosse un passaggio tutto politico che portava alla presa del Potere e che solo le masse operaie sfruttate dal lavoro capitalista poteva garantire. Ero convinto che, da lì (e solo dopo), avremmo cambiato il mondo per assicurare un futuro di  giustizia fatta di quella modernità negata dal capitalismo della barbarie e dell’arretratezza.
Ho incontrato le vite, le aspettative, le lotte, le speranze di chi lavora la terra. Lo ho fatto in tutti i continenti da militante del nuovo movimento contadino internazionale e ne ho scoperto la modernità, la forza, i grandi valori e la carica rivoluzionaria che parla agli interessi di tutti.
Oggi, contadino senza terra per scelta e quasi per caso, cammino lungo nuovi sentieri fra i campi e le città espio le colpe della mia ingenuità e provo a muovere coscienze restituendo alla Terra le braccia e i sogni che in troppi e per troppo tempo abbiamo rimosso. Invano, per fortuna se la terra diventa la nuova pedagogia per il cammino collettivo e si fa liberazione.

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